Ritorno in Capraia

Quando andai in Capraia la prima volta, oltre vent’anni fa, l’isola era stata da poco aperta ai turisti, dopo aver ospitato per quasi un secolo una colonia penale.

Pochissime strutture accoglievano il visitatore e l’unica strada asfaltata si spengeva dopo poche centinaia di metri dal porto per trasformarsi nella polverosa striscia di terra che arrivava fino al paese.

Poi, solo sentieri attraverso i quali a piedi si potevano raggiungere l’interno e le calette rocciose che caraterizzavano l’isola.

Dopo oltre due decenni, la presenza di un albergo e diversi affittacamere sono la spia di un maggior afflusso di turisti ma sia la distanza dalla terraferma sia l’inospitalità delle sue coste, praticamente prive di spiagge, hanno preservato l’integrità di questa perla dell’arcipelago toscano, circondata da acque cristalline.

Così l’essere umano che rifugge i lidi troppo affollati e i molesti schiamazzi tipici delle estive località di mare, qui può trovare ritmi più lenti, scanditi dall’arrivo dell’unico traghetto giornaliero; arrivare in calette dove poche persone, rispettose dell’ambiente circostante, si avventurano e si siedono su spartane lastre di roccia o aguzzi scogli; farsi inebriare dal profumo dell’elicrisio, particolarmente intenso in primavera; dall’alto affacciarsi sul golfo dove placide imbarcazioni si muovono lente intorno al porto; percorrere sentieri nell’interno e immergersi nella natura più selvaggia dove, ad un certo punto, quasi per magia, tutti i rumori scompaiono, anche quello lieve del vento e si può fare l’esperienza del Silenzio, quello vero, quasi stordente per le nostre orecchie, totalmente disabituate alla completa assenza di ogni suono.

Pubblicazione dell’antologia “Bullismo. Non restare in silenzio”

Oggi verrà presentata a Roma l’antologia del premio letterario indetto dalla Pav Edizioni a cui ho partecipato e mi sono posizionata al secondo posto.

Incollo qui il link alla pubblicazione dell’evento da parte del PuntoNews.net e la prima parte dell’articolo.

Si terrà a Roma, il prossimo 5 ottobre 2019 alle ore 19,30 la presentazione dell’antologia dal titolo “Bullismo? Non restare il silenzio”.

Il volume è il risultato finale di un concorso indetto dalla PAV Edizioni, giovane casa editrice con Pietro Molinaro alla presidenza, Aurora di Giuseppe e Vincenzo Mazza rispettivamente coordinatrice e direttore editoriale, proprio sul fenomeno del bullismo e contiene 12 racconti a tema creati da altrettanti autori, selezionati attraverso una valutazione dei loro elaborati da parte di un’apposita giuria. Gli autori prescelti, i cui racconti sono stati inseriti nell’antologia sono: Roberta Venturini, Annamaria Arvia e Patrizia Macario, vincitrici del concorso e posizionatesi rispettivamente ai primi tre posti. Seguono Maria Bruzzese, Consuelo Consoli,  Franca D’Accriscio, Alessandro Guani, Anna Paola Pascali, Francesca De Angelis, Diana Sinigaglia e infine Emma Allamandri e  Barbara Gabriella Renzi.

Questo invece è il link al volume

Ritorno in Capraia

Quando andai in Capraia la prima volta, oltre vent’anni fa, l’isola era stata da poco aperta ai turisti, dopo aver ospitato per quasi un secolo una colonia penale.

Pochissime strutture accoglievano il visitatore e l’unica strada asfaltata si spengeva dopo poche centinaia di metri dal porto per trasformarsi nella polverosa striscia di terra che si arrampicava fino al paese.

Poi, solo sentieri attraverso i quali a piedi si potevano raggiungere l’interno e le calette rocciose che caraterizzavano l’isola.

Dopo oltre due decenni, la presenza di un albergo e diversi affittacamere sono la spia di un maggior afflusso di turisti ma sia la distanza dalla terraferma sia l’inospitalità delle sue coste, praticamente prive di spiagge, hanno preservato l’integrità di questa perla dell’arcipelago toscano, circondata da acque cristalline.

Così l’essere umano che rifugge i lidi troppo affollati e i molesti schiamazzi tipici delle estive località di mare, qui può trovare ritmi più lenti, scanditi dall’arrivo dell’unico traghetto giornaliero; arrivare in calette dove poche persone, rispettose dell’ambiente circostante, si avventurano e si siedono su spartane lastre di roccia o aguzzi scogli; farsi inebriare dal profumo dell’elicrisio, particolarmente intenso in primavera; dall’alto affacciarsi sul golfo dove placide imbarcazioni si muovono lente intorno al porto; percorrere sentieri nell’interno e immergersi nella natura più selvaggia dove, ad un certo punto, quasi per magia, tutti i rumori scompaiono, anche quello lieve del vento e si può fare l’esperienza del Silenzio, quello vero, quasi stordente per le nostre orecchie, totalmente disabituate alla completa assenza di ogni suono.

Seconda classificata al concorso “Bullismo? Non restare in silenzio”

Ho partecipato all’edizione 2019 del concorso indetto dalla casa editrice PAV EDIZIONI con il racconto “Il nuovo alunno” e con una certa sorpresa ho saputo di essermi classificata al secondo posto.

Il mio racconto, insieme agli altri 11 semifinalisti, verrà inserito nell’antologia del premio che verrà pubblicata a settembre.

Ringrazio i giurati del concorso per il riconoscimento.

Riporto la pagina della PAV EDIZIONE riguardante il premio.

La trovate qui: https://pavedizioni.it/concorso-2019

Di seguito i vincitori di questa edizione 2019

1)L’araba Dallo Sguardo Intenso di Venturini Roberta vincitore del primo posto

2) Il Nuovo Alunno di Anna Maria Arvia vincitore 2 posto

3) Ero Uno Come Tanti di Macario Patrizia vincitore terzo posto

Tutti gli altri testi della lista precedente saranno inseriti con i vincitori in  un’antologia

dal titolo “Bullismo? Non restare in silenzio”

Ungaretti: dichiarazione di poetica.

Giuseppe Ungaretti- Commiato

Gentile
Ettore Serra
poesia
è il mondo l’umanità
la propria vita
fioriti dalla parola
la limpida meraviglia
di un delirante fermento

Quando trovo
in questo mio silenzio
una parola
scavata è nella mia vita
come un abisso

Locvizza, il 2 ottobre 1916
(da l’allegria – Il porto sepolto)

“Ho sempre distinto tra vocabolo e parola e credo che la distinzione sia del Leopardi. Trovare una parola significa penetrare nel buio abissale di sé senza turbarne né riuscire a conoscerne il segreto”. Giuseppe Ungaretti