Estratti dal libro 3

Buongiorno a tutti,

nel mese di marzo, per alcune settimane, troverete il libro che ho scritto sulla mia esperienza di insegnante precaria a meno di due euro.

Intanto vi lascio qualche altro estratto, stavolta sulla surreale esperienza della scuola di specializzazione.

Buona lettura!

Il mega-direttore

All’improvviso il vociare si spense e, preceduto da un portaborse, fece il suo ingresso il Mega-direttore della SSIS della regione, nonché prestigioso docente di Letteratura italiana dall’università della città, il professor Urtis.

Questi, con voce tonante, cominciò ad illustrare l’organizzazione del corso biennale di specializzazione, facendo riferimento a questioni pratiche, come il massimo delle assenze consentite, e a questioni formative minacciandoci di bocciarci all’esame se non avessimo conosciuto a puntino tutta la storia della letteratura italiana dalle origini ai giorni nostri, con particolare attenzione ad alcuni autori che riteneva fondamentali, come Dante, Petrarca, Boccaccio, Ariosto, Tasso, Leopardi, Foscolo, Pascoli, Gadda e Carducci. Sì, Carducci era annoverato tra gli autori fondamentali della nostra letteratura e, a chi interveniva dicendo che i ragazzi di oggi non sentivano come vicino il pensiero di Carducci, rispondeva che allora essi dovevano cambiare modo di pensare.

Ad un certo punto, mentre rispondeva alle varie domande che gli studenti gli sottoponevano, Urtis si fermò e gridò con voce autoritaria: “Lei, venga qua!” Tutta l’aula si voltò indietro per guardare dove si erano rivolti gli occhi fiammeggiante di Urtis e videro un ragazzo magro che con aria incerta aveva varcato in quel momento la soglia della SSIS. “Lei è arrivato in ritardo “continuò il Mega-direttore “Venga a firmare qui e indichi esattamente l’ora del suo arrivo”. Il neo-sissino si avvicinò umilmente al pulpito dell’orante, chiedendo venia per il colpevole ritardo ma Urtis aveva già ripreso le sue argomentazioni e rispondeva alla domanda successiva.

Il tirocinio

Ora passerò a parlare di una delle novità più significative apportate dalla SSIS rispetto al concorso per reclutare i docenti: l’introduzione del tirocinio nelle scuole, sia medie che superiori. Lo scopo di tale attività era quello di calarsi nelle concrete realtà scolastiche, fare esperienze direttamente sul campo scambiando opinioni e ricevendo suggerimenti da docenti con una certa esperienza. Il tirocinio formativo era strutturato in due momenti distinti: la parte passiva e quella attiva.

Nel corso del primo anno il tirocinio era soprattutto passivo, consisteva quindi nel sedersi accanto all’insegnante della classe e annotare nel modo più dettagliato possibile come veniva condotta la lezione, le metodologie didattiche, gli argomenti trattati, la tipologia degli studenti presenti e quanti più dettagli significativi si riuscivano a cogliere. Il tutor di classe in genere era un insegnante che veniva assegnato dalla SSIS e che ovviamente svolgeva tale lavoro in modo gratuito. In genere i tutor della SSIS (Rombo di Tuono, Blue Hair, ecc.) si mettevano in contatto con i tutor della scuola dicendo loro, per convincerli, che mandavano un corsista per 20-30 ore all’anno. Inutile dire che le ore che i sissini dovevano svolgere nelle scuole erano di almeno 120 all’anno tra medie e superiori e, quando andavamo nelle scuole, eravamo noi che dovevamo informare chi ci accoglieva che i numeri erano un po’ diversi rispetto a quelli che si aspettavano.

I tutor a questo punto potevano reagire in modo diversi:

a) esprimevano il loro forte fastidio nei confronti dell’istituzione SSIS che li aveva raggirati e dichiaravano che non avrebbero fatto nemmeno un’ora in più rispetto a quelle concordate;

b) cercavano di volgere la situazione a loro vantaggio, cercando di sfruttare il tirocinante lasciandogli la classe per lunghi periodi di tempo o facendo svolgere loro varie mansioni di supporto;

c) si rassegnavano alla situazione e cercavano di svolgere al meglio il proprio lavoro di tutor.

Anche quando trovavamo un tutor disponibile e preparato devo dire che l’attività di tirocinio soprattutto il primo anno era piuttosto noiosa. Infatti, dopo aver più o meno annotato ciò che succedeva in classe nel corso delle prime dieci- dodici ore, il resto delle sessanta ore per ordine di scuola era un continuo ripetersi delle stesse situazioni. Quindi poteva capitare, un po’ per stanchezza un po’ per noia, che quasi mi appisolassi accanto alla tutor che conduceva la lezione, per poi svegliarmi di soprassalto quando lei richiamava la mia attenzione per chiedermi un’opinione su un certo argomento.

Dove trovare il libro:

https://www.ibs.it/meravigliose-avventure-di-insegnante-precaria…/9788828359197

https://www.ibs.it/meravigliose-avventure-di-insegnante-precaria…/9788828359197

ESTRATTI DAL LIBRO 2

Ciao a tutti,

anche questo mese presenterò alcuni estratti dal mio libro che per alcuni giorni sarà in promozione a 99 centesimi. Buona lettura!

Dario

Nella classe erano presenti diversi elementi particolari tra i quali emergeva rumorosamente Dario, un vispo ragazzo con i capelli alla moda, che sentiva sempre il dovere di intervenire anche quando non era richiesto. Una collega mi raccontò che l’anno precedente Dario era stato sorpreso in classe mentre consultava un giornalino porno e per questo motivo erano stati convocati i genitori. Questi erano venuti, anche se infastiditi per aver dovuto lasciare il lavoro; tra l’altro non sembravano così sconvolti dall’accaduto anzi il padre appariva quasi orgoglioso del fatto che il figlio stesse crescendo dimostrando la giusta mascolinità.

Dario era molto precoce con le ragazze e, insospettiti del fatto che durante le lezioni chiedesse di andare in bagno sempre alla stessa ora, scoprimmo che si dava appuntamento con varie fanciulle della scuola. Non si capisce come nessuna delle custodi non si fosse mai accorta di questi avvenimenti. Infatti, sono loro che devono vigilare quando i ragazzi escono dall’aula, visto che gli insegnanti sono impegnati ad intrattenere gli altri. Decidemmo allora di ridurre al minimo le sue uscite fuori dalla classe, mandandolo eventualmente in orari diversi rispetto a quelli che sembrava preferire, ovviamente scatenando le sue energiche proteste.

Verso la fine dell’anno scolastico fu segnalata dallo stesso Dario una scritta in bagno di minacce verso la preside ed era firmato “Le nuove brigate rosse”. Ovviamente nessuno prese sul serio tali minacce ma qualche sospetto cadde su chi l’aveva fatta notare in quanto era stato visto, questa volta sì, prima entrare in bagno, poi uscire e poi rientrare e segnalare il ritrovamento dell’iscrizione. Dario non era un ragazzo antipatico, anzi era anche una persona buona quando veniva preso al di fuori delle ore di lezioni ma ci fece davvero passare un anno tribolato.

Walter

Tornando all’assegnazione dei casi a Casale, dopo una lunga discussione a me toccò Walter, un ragazzo di prima media con una storia familiare molto difficile. Walter era nato dalla relazione tra una madre semi sbandata e un uomo che, dopo la nascita del figlio, non se l’era sentita di rimanere con la compagna. Entrambi erano molto giovani e nei primi anni di vita il bambino stette un po’ con la madre e un po’ con i nonni materni i quali ad un certo punto ebbero in affidamento il nipote perché la madre palesemente non era in grado di occuparsi di lui. Quindi Walter crebbe nella fattoria dei nonni in condizioni migliori di quando era con la madre ma un po’ allo stato brado, senza ricevere una vera e propria educazione. Quando fu in terza elementare il padre, che ogni tanto lo andava a trovare, non riuscì più a tollerare lo stato in cui vedeva il figlio e ne chiese l’affidamento che alla fine ottenne. Lo portò a vivere con lui, la nuova compagna e la figlia avuta da questa, oltre alla nonna paterna che viveva con loro. Fu un altro grosso cambiamento nella vita del bambino che reagiva spesso in modo incontrollato, mettendo a dura prova la pazienza di tutti i nuovi familiari, ma era pur sempre un altro passo verso una situazione più normale.

Il primo giorno di scuola conobbi Walter, un bambino paffutello con dei profondi occhi neri su un viso dai bei lineamenti. Portava i capelli lunghi, raccolti in una coda, come, scoprii più tardi, li teneva il padre. Dopo poche decine di minuti che eravamo in classe, cominciò subito a mettersi in mostra facendo interventi che non erano pertinenti con quello che diceva l’insegnante di matematica, la quale comunque si mostrò molto paziente, visto che i primi giorni erano dedicati all’accoglienza dei nuovi arrivati.

Nei giorni successivi Walter cominciò a mostrare tutto il suo repertorio che andava da commenti fuori luogo sui compagni di classe a interruzioni della lezione per dire qualunque cosa gli venisse in mente, fino ad arrivare a veri e propri scoppi di violenza quando si sentiva provocato dagli altri. Infatti, nella sua classe, come spesso accade, c’era qualcuno che, accortosi delle sue reazioni sopra le righe, si divertiva a stuzzicarlo o guardandolo ridacchiando o facendo commenti inopportuni, oppure anche accusandolo di qualcosa che non aveva fatto. Osservando meglio il loro comportamento mi accorsi che qualcuno, particolarmente acuto, tirava fuori dei pallini di carta da sotto il banco, ed esclamava che era stato Walter a lanciarli. La situazione divenne presto di difficile gestione e, pur cercando di parlare con i suoi compagni e di sensibilizzare i genitori, spiegando loro la situazione, il clima non migliorò molto. Momenti di tensioni continuarono a presentarsi per tutto l’arco dell’anno scolastico e ovviamente questo non aiutava la crescita di Walter.

Puoi trovare il libro qui: https://www.amazon.it/meravigliose-avventure-uninsegnante-precaria-ebook/dp/B07FRXC2V2/ref=zg_bsnr_508820031_23?_encoding=UTF8&psc=1&refRID=K597692F4QXNXTSYCCQH

Recensioni ricevute:

Recensione 1
http://www.recensioniperesordienti.it/category/recensioni/

Recensione 2

https://www.librierecensioni.com/recensioni/le-meravigliose-avventure-di-un-insegnante-precaria-anna-maria-arvia.html

https://lombradelloscrittore.wordpress.com/2018/12/07/intervista-anna-maria-arvia/