Le custodi egemoni

Nel corso delle mie varie peregrinazioni di scuola in scuola quando ero precaria, ho avuto modo di sperimentare diverse categorie umane. Per quanto concerne il variegato mondo dei bidelli che con il potere che deriva dal fatto di possedere le chiavi, aprono e chiudono gli edifici scolastici, mi sono imbattuta anche nel sotto-gruppo delle custodi egemoni.

Tali signore, in genere di una certa età ma non piegate dagli anni, si impongono con la loro mole considerevole e la voce stentorea a tutti i frequentatori della scuola, alunni, genitori e anche insegnanti.

Può capitare infatti che un gruppo di docenti, che si diriga candidamente per una riunione pomeridiana verso un’aula vuota, venga redarguito in maniera brusca perché nella stanza prescelta è stato appena lavato il pavimento.

Oppure un insegnante venga preso a male parole perché, secondo la matrona scolastica di turno, la classe che lui e gli alunni hanno appena lasciato era in condizioni troppo penose per essere pulita.

E se per caso qualcuno dei docenti si azzarda a far presente che la custode che presidia la portineria non ha ancora suonato la campanella, quando magari sono già le nove e cinque, costei comincia ad inveire contro il malcapitato dicendo che non stava lì a girarsi i pollici ed era in procinto di svolgere anche questa sopravalutata mansione.