“Lo studio della morte” di Riccardo Murari

“Lo studio dela morte”, pubblicato dalla casa editrice Bookabook, è il romanzo di esordio di Riccardo Murari, autore romano che mostra già di aver raggiunto una certa maturità sia stilistica che dei contenuti.

La storia conquista subito il lettore e con un ritmo incalzante quasi lo trascina lungo le 160 pagine lungo cui si dispiega quest’opera.

Le frasi brevi con una prevalenza di coordinate, accostate una all’altra, contribuiscono a velocizzare la narrazione. Ma le parole non scivolano addosso senza lasciare tracce, come accade in certi romanzi di scarso profilo; rimangono nella nostra mente e compongono una storia di spessore che cattura e allo stesso tempo lascia spazio all’immaginazione.

Lo stile è molto curato, sicuramente frutto di un assiduo lavoro di riscrittura e correzione, che alla fine raggiunge un livello discreto, privo com’è di elementi e orpelli inutili.

I personaggi e gli ambienti vengono tratteggiati in maniera efficace, funzionale alla storia, ma senza dilungarsi troppo in descrizioni fini a sé stesse. Sembrerebbe quasi che l’autore non voglia sprecare nemmeno una parola, concentrato a distillare la sua storia per renderla più pura e perfetta possibile.

E sono molti gli avvenimenti che accadono in questo libro. Numerose le suggestioni che attirano un gruppo di amici, tra cui il protagonista che racconta in prima persona, dentro la casa misteriosa che diventerà sempre più inquietante e portatrice di eventi drammatici.

Con l’andare del tempo, cresce in loro la consapevolezza di come la casa sconvolgerà le loro vite ma, nonostante le immagini di morte che vi albergano, vi faranno sempre ritorno.

Infatti ogni notte il sonno li ristora e la mattina sono animati da un’energia nuova che li spinge ad andare avanti perché capiscono che quello è un rito di iniziazione, un passaggio obbligato che li porterà nel mondo degli adulti.

E anche per mantenere in vita il ricordo di chi non c’è più, che pare essere scomparso nella mente di tutti, a parte la loro.

Un romanzo da leggere, valido dal punto di vista letterario e con un forte potenziale visivo che potrebbe renderlo adatto anche ad una trasposizione cinematografica.

“L’anima non si arrende” di Marco Conti

Presentazione dell’autore

Mi chiamo Marco Conti e sono nato a Romano di Lombardia (BG) il 5-8-1973. Abito a Treviglio (BG) dove lavoro come progettista. La scrittura è una passione che mi accompagna da sempre e che mi ha portato a creare anche un blog: marcoscrive.wordpress.com uno spazio personale su cui scrivere e condividere le mie passioni, le mie idee e dove potete trovare le recensioni ricevute dai miei romanzi, le interviste e tutti i miei racconti. Ad uno in particolare sono molto legato. Si tratta di “Semplicemente vivendo” in cui parlo del mio rapporto con una persona speciale che purtroppo non c’è più: mio padre. Questo racconto è arrivato fra i finalisti del Premio Letterario Emozioni 2017 ed ha ricevuto una Menzione d’Onore.

Recentemente ho creato sul mio blog uno spazio chiamato Emergenti in Vetrina, in cui chiunque si può presentare (ogni mercoledì) come meglio crede, mettendo in mostra i propri romanzi i propri progetti, le proprie ambizioni.

Sono sposato, ho due figli e amo trascorrere il tempo libero con la famiglia e gli amici. Amo il mare, amo viaggiare, leggere e ascoltare la musica.

Recensione

L’anima non si arrende” è un romanzo pubblicato da Marco Conti il 18 dicembre 2017.

La storia, narrata in prima persona, è quella di Marco, un ragazzo che arriva a realizzare il suo sogno: quello di diventare uno scrittore ricco e famoso; ma che poi non è in grado di gestire il successo.

Si ritrova quindi ad essere trascinato in un vortice di feste mondane a base di droghe e alcool, circondato da persone che, come avvoltoi, gli stanno vicino solo per convenienza.

Nel frattempo il protagonista perde di vista i veri valori della vita e soprattutto vede sgretolarsi l’amore che nutriva per Sabrina, la ragazza che amava alla follia e che ora percepisce quasi come un intralcio alle attività della sua nuova vita.

Anche l’ispirazione viene meno e, quando Sabrina si fa coraggio e decide di lasciarlo, Marco si sente crollare il mondo addosso perché si rende conto di aver perso tutto e che solo lui è il responsabile della sua rovina.

A questo punto viene colto da una vera e propria disperazione che lo trascina sempre più in basso, quasi a sfiorare la follia. Ma la vita riserva sempre delle sorprese e una lettera che arriva da Parigi dallo zio Nicola, che da vent’anni non ha fatto sapere più nulla di sé, apre un nuovo scenario che lo strappa ad una quotidianità divenuta insopportabile.

Parte per la Francia con il fratello Francesco, ma poi rimane da solo alle prese con il mistero della scomparsa dello zio. Qui la ricerca della verità diventa anche una riflessione sulla sua vita che tenta di rimettere in carreggiata, dopo aver sbandato pericolosamente negli ultimi tempi.

Inoltre la magica atmosfera di Parigi, con le sue strade brulicanti di vita, i suoi bistrot, le sue opere d’arte, danno nuova linfa alla sua ispirazione e la conoscenza di una ragazza italiana gli offre una nuova possibilità.

L’anima non si arrende” è un romanzo scritto in maniera coinvolgente, dove le emozioni del protagonista sono espresse con grande intensità. La lettura è scorrevole e i capitoli si susseguono in modo da tenere il lettore sempre incollato alla storia che sta leggendo.

L’immedesimazione è tale che anche a noi, insieme al protagonista, sembra di fare un viaggio, fisico ma soprattutto interiore, in cui sentiamo lievitare la nostra presunzione, arrivati all’apice del successo, e poi precipitiamo di nuovo nella polvere e nella disperazione che ne consegue.

Ma, come dice il titolo del libro, l’anima non si arrende e, dopo un percorso difficile e tortuoso, riusciamo a ritrovare il senso autentico delle cose e a ricominciare a vivere davvero.