Il mito (in parole semplici)

Tutte le civiltà del mondo antico hanno creato racconti mitici per spiegare le origini del mondo e dei fenomeni naturali.

Nei miti si cercò di dare spiegazioni a fenomeni come la presenza del sole, i fulmini, i terremoti, ecc.

Questi racconti per molti secoli furono tramandati a voce, quindi solo con la parola.

Solo dopo furono messi per scritto.

Tutti le civiltà possiedono i propri miti.

La mitologia più vicina a noi, che ha influenzato la nostra cultura, è quella greca.

I luoghi in cui si svolgono i miti sono per lo più immaginari e fantastici.

Anche quando si descrive un luogo terrestre conosciuto, come il mare, le montagne, in realtà è sempre immerso in uno scenario magico o fantastico.

Il tempo in cui si svolgono i fatti appartiene ad un passato remoto e indeterminato. L’assenza di riferimenti temporali precisi conferisce al racconto mitico un valore solenne e senza tempo.

I personaggi che popolano i miti sono fantastici.

Sono esseri sovrannaturali (divinità, spiriti, mostri) con poteri straordinari; oppure essere umani dotati di poteri eccezionali, eroi che per le loro doti assomigliano più agli dei che agli uomini.

La lingua del mito. I miti in origine venivano soprattutto raccontati a voce. Quindi il linguaggio doveva essere semplice e comprensibile a tutti.

I miti degli dei

Nell’antichità classica, i miti hanno come protagonisti soprattutto gli dei.

Gli antichi Greci erano politeisti, adoravano cioè molti dei.

Nei racconti mitici gli dei intervenivano nelle vicende umane per favorire o ostacolare un eroe o un’intera città.

Gli dei che popolano i miti antichi sono belli, giovani e dotati di poteri straordinari.

Ma sono anche volubili (che cambiano spesso umore), litigiosi e vendicativi.

Gli dei non risiedevano sulla terra ma sull’Olimpo, un monte sempre coperto dalle nubi.

Tra gli dei più importanti dell’antica Grecia c’era Zeus che era il capo di tutti gli dei e tutti gli dovevano obbedire.

Le sue armi erano il tuono e il fulmine con i quali poteva scatenare le tempeste.

Ebbe molti amori, con dee e donne mortali, e per questo motivo entrò in contrasto con la sua sposa Era, molto gelosa.

Era era la regina di tutti gli dei e sposa di Zeus.

Era considerata regina del matrimonio e protettrice delle donne.

Atena era considerata protettrice della città greca di Atene, da cui prende il nome.

Era una delle divinità più importanti, era la dea del sapere e di tutte le arti, soprattutto dell’agricoltura e la tessitura.

Atena veniva considerata una divinità guerriera, per questo era raffigurata con elmo, lancia, scudo e armatura.

Apollo era figlio di Zeus e fratello gemello di Artemide. I poteri che gli venivano attribuiti erano molti. Era il dio che puniva ma che anche allontanava il male. Era il dio del canto, della poesia e della musica, era il dio del Sole.

Artemide era la sorella gemella di Apollo. Era rappresentata armata con arco e frecce ed era la dea della caccia.

Afrodite era la dea dell’amore e della bellezza.

Poseidone era fratello di Zeus e dio del mare.

I miti degli eroi

I miti degli eroi sono antichi come quelli degli dei.

I miti degli eroi narrano storie di uomini dotati di straordinaria forza, astuzia, bellezza.

Grazie a queste doti che li rendevano simili agli dei, gli eroi compivano imprese eccezionali.

Spesso l’eroe era figlio di una divinità dalla quale riceveva aiuto e protezione.

Tra gli eroi più famosi degli antichi miti greci ricordiamo:

-Eracle (chiamato anche Ercole) che aveva una forza sovrumana.

-Teseo che entrò nel labirinto di Creta e uccise il Minotauro.

-Perseo che uccise la medusa, mostro dai capelli fatti di serpente.

I miti delle metamorfosi

I miti delle metamorfosi hanno come tema del racconto una trasformazione, cioè il cambiamento esterno di divinità o essere umani.

La metamorfosi può avvenire per diversi motivi:

– può essere un premio che le divinità concedono agli esseri umani per rendere migliore la loro vita

– o una punizione per punirli di qualcosa.

I miti della metamorfosi sono spesso utilizzati per spiegare l’origine di piante, fiori o luoghi particolari.

I miti della metamorfosi contengono anche un insegnamento morale: l’invito agli umani a seguire una serie di regole per evitare di essere trasformati dagli dei come punizione di qualcosa che hanno fatto di sbagliato.

Ercole e il leone di NEMEA

Ercole era un uomo molto forzuto e dalla corporatura massiccia.

Un giorno arrivò nella città di Nemea per affrontare un pericoloso leone che viveva lì vicino e aveva già ucciso molte persone.

Il leone era difficile da uccidere perché spade e frecce rimbalzavano sulla sua pelle.

Ercole arrivò davanti alla caverna dove viveva il leone. Sul terreno c’erano i resti di bianche ossa.

Il leone balzò fuori dalla sua caverna e si lanciò su Ercole.

Ercole afferrò la belva, la sollevò e la scagliò a terra. Poi le spezzò il collo a mani nude, uccidendola senza usare armi.

Poi Ercole fece un mantello con la pelle del leone e se lo mise sulle spalle.

Apollo e Dafne

Dafne era una ninfa molto bella ed era figlia di un dio fluviale.

Crebbe in una foresta e passava il tempo a nuotare nei fiumi e a passeggiare tra gli alberi.

Un giorno un uomo arrivò sulla sponda del fiume dove era seduta.

Dafne non aveva mia visto un uomo e lo guardò incuriosita.

L’uomo subito fu colpito dalla bellezza di Dafne e la prese per un braccio. Ma lei si spaventò e scappò via.

Anche quando incontrò altri uomini, la reazione di Dafne fu la solita. Decise allora di stare lontana da tutti gli uomini.

Un giorno il giovane dio Apollo scorse Dafne tra gli alberi e si avvicinò.

Dafne cominciò a scappare senza sapere che quello era il dio Apollo e pensando che fosse uguale a tutti gli altri uomini che aveva incontrato.

Apollo la inseguì cercando di farle cambiare idea ma lei continuava a correre.

Arrivò al fiume e scongiurò il padre, che era una divinità fluviale, di trasformarla in qualcosa che la avrebbe messa in salvo dagli uomini.

Il mormorio del padre diventò più forte e Dafne sentì una grande pesantezza alle gambe.

Vide che i piedi erano diventati radici di albero e che una corteccia le stava ricoprendo i fianchi.

Dafne allungo le braccia verso Apollo ma queste si stavano trasformando in rami e le dita in foglie.

Dafne si era trasformata in un albero di alloro.

Apollo la guardò con grande tristezza ma chiese di poter fare una corona con le fronde dell’albero e di metterla in testa.

I rami più alti dell’albero si agitarono come per dire sì.

Aracne

La dea Atena era convinta che non ci fosse nessuno al mondo brava come lei nella tessitura.

In Lidia viveva una fanciulla di nome Aracne non troppo gentile e cortese ma che sapeva tessere molto bene.

Al contrario delle altre tessitrici, Aracne non aveva mai pensato che la sua abilità fosse dovuta ad un dono degli dei.

Atena venne a conoscenza della bravura e della presunzione della ragazza e volle metterla alla prova. Si trasformò in una vecchia e andò a casa sua.

Aracne accolse la vecchia in maniera fredda ribadendo che la sua abilità era solo frutto del suo lavoro e che era pronta a sfidare Atena anche subito.

Atena si arrabbiò molto e assunse di nuovo le sue sembianze. Cominciarono una gara di tessitura che durò molti giorni.

Gli dei furono chiamati a giudicare.

La tela di Atene raffigurava gli dei dell’Olimpo con le loro caratteristiche migliori.

La tela di Aracne raffigurava anch’essa gli dei ma con tutti i loro difetti.

Atena non poté resistere a questa mancanza di rispetto e si scagliò sul lavoro di Aracne facendola a pezzetti.

Aracne capì allora che non poteva competere con gli dei e andò verso il bosco per cercare di impiccarsi.

Ma Atena la salvò dalla morte per trasformarla in un ragno. Da quel momento continuò a tessere le sue tele, che gli uomini distruggevano come aveva fatto Atena.

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