Le classi (troppo) vivaci

Non necessariamente una classe vivace è vista dagli insegnanti come un’entità negativa. Spesso la vivacità è data dal fatto che l’eccessiva voglia di partecipare porti gli alunni ad essere impulsivi e un po’ rumorosi, ma si tratta di materiale umano su cui si può lavorare in maniera proficuo, una volta resolo meno provante per i nervi dei loro docenti.

Altra situazione si viene a creare quando sono presenti alunni non solo vivaci ma anche problematici che talvolta possono entrare in conflitto tra loro creando situazioni esplosive e potenzialmente pericolose.

Uno dei momenti critici in questo senso è costituito dalla ricreazione quando i precari equilibri di convivenza civile si allentano e l’incompatibilità tra i vari soggetti irrompe come un’ondata di piena.

Così, negli angusti spazi della classe, talvolta si creano situazioni che vanno dalla battuta poco gradita alla presa di giro, dal vero e proprio insulto all’alzare le mani e anche i piedi nei confronti del coetaneo- avversario. Quasi sempre la presenza dell’insegnante e il suo intervento perentorio bastano ad evitare il peggio, anche se accade che qualcuno debba applicare il ghiaccio sulla parte lesa e, nei casi più gravi, si debba chiamare casa e farli prelevare dagli esasperati genitori.

Qualche volta però, soprattutto alla scuola primaria, si vengono a creare situazioni così conflittuali che si rende necessario entrare in azione in maniera più diretta. Così si può assistere ad insegnanti che cercano di separare con la forza bambini che si stanno accapigliando e stanno cercando di infilarsi matite negli occhi o colpirsi nelle parti basse e che non ne vogliono sapere di staccarsi, con buona pace della regola che imporrebbe di non toccare per nessun motivo gli alunni.

Talvolta anzi non basta l’intervento di una sola persona e, se non fosse presente un altro adulto, come l’insegnante di sostegno o una custode attirata dalle alte grida, non sarebbe possibile riportare la situazione alla calma.

La quiete spesso è riportata solo grazie all’allontanamento fisico di uno dei contendenti dall’altro, magari facendo stazionare uno dei due fuori dall’aula fino a che non si esaurisca l’ira funesta.

Poi si riparte con la lezione e i due litiganti magari si comportano come niente fosse, talvolta ostentando atteggiamenti di amicizia l’uno verso l’altro. Tutto fino alla prossima burrasca, che non tarderà a venire.

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