“Lo studio della morte” di Riccardo Murari

“Lo studio dela morte”, pubblicato dalla casa editrice Bookabook, è il romanzo di esordio di Riccardo Murari, autore romano che mostra già di aver raggiunto una certa maturità sia stilistica che dei contenuti.

La storia conquista subito il lettore e con un ritmo incalzante quasi lo trascina lungo le 160 pagine lungo cui si dispiega quest’opera.

Le frasi brevi con una prevalenza di coordinate, accostate una all’altra, contribuiscono a velocizzare la narrazione. Ma le parole non scivolano addosso senza lasciare tracce, come accade in certi romanzi di scarso profilo; rimangono nella nostra mente e compongono una storia di spessore che cattura e allo stesso tempo lascia spazio all’immaginazione.

Lo stile è molto curato, sicuramente frutto di un assiduo lavoro di riscrittura e correzione, che alla fine raggiunge un livello discreto, privo com’è di elementi e orpelli inutili.

I personaggi e gli ambienti vengono tratteggiati in maniera efficace, funzionale alla storia, ma senza dilungarsi troppo in descrizioni fini a sé stesse. Sembrerebbe quasi che l’autore non voglia sprecare nemmeno una parola, concentrato a distillare la sua storia per renderla più pura e perfetta possibile.

E sono molti gli avvenimenti che accadono in questo libro. Numerose le suggestioni che attirano un gruppo di amici, tra cui il protagonista che racconta in prima persona, dentro la casa misteriosa che diventerà sempre più inquietante e portatrice di eventi drammatici.

Con l’andare del tempo, cresce in loro la consapevolezza di come la casa sconvolgerà le loro vite ma, nonostante le immagini di morte che vi albergano, vi faranno sempre ritorno.

Infatti ogni notte il sonno li ristora e la mattina sono animati da un’energia nuova che li spinge ad andare avanti perché capiscono che quello è un rito di iniziazione, un passaggio obbligato che li porterà nel mondo degli adulti.

E anche per mantenere in vita il ricordo di chi non c’è più, che pare essere scomparso nella mente di tutti, a parte la loro.

Un romanzo da leggere, valido dal punto di vista letterario e con un forte potenziale visivo che potrebbe renderlo adatto anche ad una trasposizione cinematografica.

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