La teoria bioenergetica

Alexander Lowen, medico e psicoanalista vissuto nel Novecento, coniò il termine “bioenergia”.

Nel “Il linguaggio del corpo”, pubblicato nel 2003, spiega come è arrivato alla formulazione della sua teoria, riportando anche diversi esempi di pazienti che ha curato.

Nell’introduzione del libro Lowen afferma che al giorno d’oggi si assiste ad una critica alla psicoanalisi che deriva dal fatto che i risultati ottenuti con questa terapia non sono soddisfacenti. Infatti alcuni pazienti migliorano, molti vi trovano sollievo ma non si arriva spesso ai cambiamenti del comportamento e del sentimento che sono auspicati.

Sono molti anche i pazienti che dopo anni di terapie, anche con analisti diversi, non risolvono in nessun modo i loro problemi.

Lowen afferma che il limite della psicoanalisi consiste nel fatto che l’analista si occupa di sensazioni e percezioni corporee a livello verbale e mentale.

Secondo lui, l’organismo vivente invece si esprime più che con le parole con il movimento, con i gesti, con le pose che assume. Lo studio del corpo può costituire un materiale altrettanto valido dei sogni, dei lapsus e della libera associazione.

Lowen dice che “nella sua espressione emotiva l’individuo è un’unità. Non è la mente che va in collera né il corpo che colpisce; è l’individuo che si esprime”.

Per essere più efficace, afferma ancora Lowen, la terapia analitica dovrebbe preoccuparsi sia della comprensione che del movimento. I principi che formano la struttura di questo nuovo approccio costituiscono quello che chiama Analisi e Terapia Bioenergetica.

L’ipotesi su cui si basa questa teoria è che nel corpo umano è presente un’energia vitale che può manifestarsi sia in fenomeni psichici che in movimenti somatici. Questa energia la possiamo definire “bioenergia”. I processi psichici e quelli somatici sono determinati dall’azione della bioenergia e tutti i processi vitali si possono ridurre a sue manifestazioni.

La terapia bioenergetica combina il principio dell’attività a livello somatico con la pratica analitica a livello psichico. Entrambe queste attività sono fondamentali. L’unità del metodo è garantita dall’attenzione al carattere, che esprime gli aspetti sia somatici che psichici della personalità.

Poiché esprimiamo la nostra personalità o carattere in ogni azione e atteggiamento, diventa possibile determinare i tratti caratteristici da espressioni quali l’incedere di una persona, la sua grafia, ecc.

Ovviamente l’analista bioenergetico non deve farsi influenzare da una singola manifestazione.

L’elemento più importante è l’aspetto fisico, sia in riposo che in movimento. Nessuna parola è chiara quanto il linguaggio del corpo, quando si impara a leggerlo.

Le gambe e i piedi, pur avendo altre funzioni, sono le fondamenta della struttura dell’Io. Attraverso le gambe e i piedi prendiamo contatto con la sola realtà invariabile della nostra vita, la terra.

La mancanza di contato con i piedi e il suolo è collegata a un sintomo comune: l’ansia di cadere. Tale sintomo si manifesta quando si sogna di cadere, nella paura delle grandi altezze, e nella paura di innamorarsi.

Tutte le forme dell’analisi di cadere traducono la paura di una perdita di controllo sull’Io e sappiamo che innamorarsi è una forma di resa dell’Io.

Oltre alle funzioni di supporto, le gambe sono le strutture più importanti del nostro corpo. Quando la funzione di supporto è debole, ci può essere un disturbo della motilità.

Misuriamo la motilità delle gambe dalla capacità di far oscillare liberamente il bacino senza usare nessuna parte del tronco nel movimento. Tutti i muscoli della gamba devono essere rilassati.

La spina dorsale è un importante elemento strutturale del corpo. Quindi la debolezza della spina dorsale si riflette in un grave disturbo della personalità. Chi ha una spina dorsale curva non può avere la forza dell’Io di una persona la cui spina dorsale è dritta. Ma la rigidità della spina dorsale, mentre aumenta la forza per sorreggersi, diminuisce la flessibilità. Tali individui spesso hanno dolore nella parte inferiore della schiena.

Esiste un’antitesi tra metà superiore e metà inferiore del corpo. Non è insolito vedere un uomo con le spalle larghe e le anche strette, e con le gambe deboli e sottili. E’ come se l’energia si concentrasse nella parte superiore. .

L’autore distingue poi tra nevrosi e psicosi.

I disturbi di carattere nevrotico hanno un rapporto più o meno problematico con la realtà ma mantengono un contatto con essa. L’individuo schizofrenico invece ha perso il contatto con la realtà. La parola “schizofrenia” significa scissione della mente e, per estensione, scissione della personalità.

In genere lo schizofrenico proviene da un ambiente familiare travagliato e disturbato.

Uno dei sintomi più impressionanti che l’individuo schizofrenico presenta è il fenomeno della spersonalizzazione. In questa perdita del contatto con il corpo c’è una perdita di contatto con la realtà. Tale perdita genera un senso di estraneità e irrealtà. Talvolta l’individuo ha l’impressione di guardare sé stesso dall’esterno del proprio corpo. Più spesso la spersonalizzazione è limitata ad una parte del corpo, percepita come una struttura estranea.

Nelle conclusioni del libro, Lowen sottolinea l’importanza, per la terapia bioenergetica, che il terapeuta abbia una conoscenza completa delle dinamiche del movimento corporeo. Osservando quali parti del corpo sono trattenute nell’azione, possiamo capire la natura del blocco posto alla liberazione dell’emozione appropriata.

A livello psicologico, si può interpretare come un’affermazione dell’integrità dell’Io. A livello fisico implica l’assenza di spasticità e di tensioni croniche nei muscoli del corpo.

In questo modo possiamo conoscere l’importanza dell’espressione del corpo come riflesso delle sue qualità interiori. Potremmo usare il termine grazia in modo estensivo per esprimere questo ideale di armonia fisica in movimento.

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