L’autista suscettibile e la professoressa Coccosato

Durante i viaggi di istruzione, specialmente se prevedono anche il pernottamento, sarebbe opportuno che almeno gli adulti mostrassero un atteggiamento calmo e misurato in modo che la gita si svolga il più serenamente possibile, nonostante l’onere di portarsi dietro 80-100 fanciulli di età variabile.

Ma talvolta l’incontro di personaggi non particolarmente compassati può provocare situazioni al limite dell’imbarazzo, a voler usare un eufemismo.

Come esempio di tali incresciosi avvenimenti, riporterò un episodio che veniva tramandato di docente in docente in una delle scuole in cui ho fatto supplenza.

La festosa compagnia dei ragazzi si radunò la mattina presto e, insieme ai loro coraggiosi insegnanti, salirono sull’autobus che li avrebbe condotti a vivere meravigliose avventure, lontani da casa.

Era un viaggio su più giorni e, tra i vari insegnanti accompagnatori, c’era anche la professoressa Coccosato.

Costei, dopo nemmeno mezz’ora di viaggio, cominciò a mostrare segni di irrequietezza per la guida dell’autista che ora le sembrava stesse troppo vicino al veicolo che precedeva il pullman, ora andasse troppo veloce, ora fosse troppo distratto. L’oggetto di tali considerazioni prima cercò di spiegare che la distanza di sicurezza era salvaguardata, la velocità tenuta non superava i limiti e il suo livello di attenzione era adeguato, poi, visto che la litania non cessava anzi cresceva di intensità, cominciò prima ad irritarsi e poi letteralmente ad infuriarsi.

Ad un certo punto, senza consultarsi con nessuno, entrò in un’area di servizio, fermò il mezzo e andò ad aprire il vano laterale dove si tenevano tutti i bagagli. Da qui prese quelli della Coccosato e cominciò a lanciarli per strada, gridando che non la voleva più sul suo pullman. Tutto sotto lo sguardo esterrefatto dei gitanti.

Ci vollero alcune decine di minuti e tutta la diplomazia degli altri docenti presenti per convincere l’autista a riprendere a bordo la Coccosato e a persuadere lei che era meglio tenere per sé le sue opinioni sulla guida altrui, non solo per quella giornata ma per l’intera durata della gita.

Altrimenti, difficilmente avrebbe potuto portarla a termine.

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