Elogio del self publishing

Ho deciso di inaugurare questo neonato blog con un articolo che riguarda la mia esperienza di autrice autopubblicata. Buona lettura!

Da diversi anni mi turbinava per la mente l’idea di scrivere un libro sulla mia esperienza di insegnante precaria della scuola. Infatti, quando dal porto sicuro del posto di ruolo guardavo indietro nel tempo, mi rendevo conto di aver avuto le più disparate esperienze, come se avessi attraversato un mare dove si navigava a vista e si attraccava ora su un isolotto ora su un altro, cambiando in continuazione approdo.

Tra l’altro, quando raccontavo a voce i vari aneddoti del mondo della scuola, riscontravo sempre l’interesse e la curiosità anche di persone che non erano insegnanti. Avevo quindi maturato la convinzione che questo argomento potesse interessare anche i non addetti ai lavori.

Le informazioni che avevo raccolto sulla editoria tradizionale mi avevano però fatto desistere, considerate le difficoltà che avevano trovato autori sconosciuti e, come me, alle prime armi.

Fino a quando non mi imbattei nel self publishing, un modo tutto nuovo di fare editoria, in cui un autore diventa imprenditore di se stesso e deve solo inserire il proprio scritto su una piattaforma da cui in pochi giorni verrà distribuito in tutti i principali store online.

Questa operazione ha richiesto lavoro e molta applicazione, visto che ero completamente a digiuno di nozioni di impaginazione, suddivisioni in capitoli, grafica per la creazione della copertina ma, con costanza e abnegazione, sono riuscita a superare anche queste difficoltà tecniche che inizialmente mi apparivano come ostacoli invalicabili.

A questo punto mi sono trovata con il libro che risultava presente su moltissimi store online ma con nessuno che lo conosceva. Era come fosse entrato in una biblioteca ma fosse stato relegato in uno scaffale appartato, nei dintorni del quale non si aggirava anima viva. Nessuno a parte me poteva farlo emergere, purché nessuno sapeva della sua esistenza. Cominciava una nuova fase, anch’essa completamente nuova per me e priva di punti fermi.

Certo, il rischio di fare un buco nell’acqua era presente, non avendo grandi conoscenze nel campo della promozione dei libri autopubblicati. Ma è vero anche che esistono moltissimi siti e materiali online che forniscono suggerimenti e strumenti di cui ci si può servire, basta cercarli e vagliarli.

Ho cominciato a promuovermi sui social, attraverso amici, entrando in gruppi di autori emergenti e chiedendo ai vari blogger di fare una recensione al libro; ma più andavo avanti e più le cose da fare mi sembravano crescere invece che diminuire. Tale consapevolezza però mi sembra più un’opportunità che un ostacolo e penso che  anche tale attività abbia a che fare in qualche modo con il processo inventivo.

Il mare è grande ma tenendo la barra dritta e credendo in quello che faccio sono sicura che prima o poi qualche conquista arriverà. 

La mia nuova avventura è appena cominciata. Vediamo su quali lidi mi porterà.

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